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La caratteristica più innovativa del monitor Eizo ColorEdge CG245W [www.eizo.com], dotato di un pannello Lcd H-Ips in grado di garantire ottimi angoli di visualizzazione, è lo strumento di misura interno (sensore Swing) utile a eseguire la calibrazione senza intervento manuale e a intervalli impostabili. Il monitor viene fornito con un documento cartaceo che riporta i risultati dei test di uniformità eseguiti in laboratorio prima della spedizione; nel documento sono specificate le condizioni in cui è avvenuta la misurazione (warm-up di tre ore). Nel caso del monitor preso in esame, il documento attesta che il dispositivo ha un ΔE massimo, tra il punto centrale (reference) e le altre 24 posizioni è infatti di 2,39.
ColorNavigator di Eizo è il software impiegato per la calibrazione; il programma permette di impostare tutti i parametri previsti dalla norma Iso12646 (luminanza espressa in cd/m2, gamma, luminanza massimo nero e minimo bianco) ed è molto semplice all’uso. La calibrazione è stata eseguita sia con lo strumento interno (sensore Swing) sia con lo spettrofotometro di X-Rite. I risultati ottenuti con il sensore in dotazione sono buoni ma inferiori a quelli ottenuti con l’EyeOne. Le differenze derivano dal fatto che l’analisi qualitativa successiva è stata eseguita con l’Udact, Ugra display analysis and certification tool [www.ugra.ch], e questo software utilizza come strumento di verifica l’EyeOne. Pesano quindi sulla qualità ottenuta le differenze tra strumenti a parità di colore letto (il cosiddetto «accordo interstrumentale»).
Quale sia poi in assoluto lo strumento migliore non siamo in grado di affermarlo (dovremmo disporre di uno spettrofotometro di precisione a cui fare riferimento), certo che calibrazione e verifica fatti con lo stesso strumento danno sicuramente risultati coerenti. Eizo si è posta questo problema fornendo anche un software a corredo, ColorNavigator, che «allinea» le letture di Swing a quelle di un’altro strumento in uso, in modo da rendere omogenea la calibrazione negli ambienti in cui il CG245W deve essere allineato ad altri monitor già esistenti. Poiché la calibrazione eseguita con lo spettrofotometro è risultata migliore, tutte le considerazioni sono state fatte su quelle misurazioni.
Per verificare la qualità del profilo prodotto dalla fase di calibrazione abbiamo usato sia il software Udact, sia quello proposto da Eizo, incluso nel software ColorNavigator. Poiché Udact è riconosciuto universalmente come strumento per la certificazione dei monitor, abbiamo deciso di utilizzare le misurazioni in esso contenute per la creazione dei grafici che seguono. In ogni caso i due test di validazione hanno dato esito positivo con ΔE molto buoni.
Angoli di visuale e omogeneita? della piastra sia sui neutri di mezzotono, sia sugli estremi della curva tonale (bianco e nero) sono ottimi. L’analisi delle immagini del test Roman16 [www.roman16.com] rispetto alle stesse stampate in Iso è di pregevole similitudine, facendo fare un ulteriore passo qualitativo verso un softproofing a monitor di ottima applicabilità.
Nella calibrazione con Swing, contrariamente a quanto indicato nella documentazione di Eizo, abbiamo privilegiato l’ottimizzazione nella scala dei neutri piuttosto che il contrasto, ottenendo un punto di nero meno scuro di quanto si è ottenuto a parità di impostazioni con l’EyeOne. Anche l’influenza della luce ambiente con Swing è sicuramente più delicata non avendo lo strumento alcuna aderenza né possibilità di isolare la lettura della luce proveniente dal monitor rispetto alla luce esterna. Un’altro aspetto tecnico da mettere in evidenza è legato a come sono stati rilevati i tre colori, grigio, bianco e nero, nei 45 punti campione. Difficoltà nella dal monitor viene modificata. I colorimetri come l’EyeOne Display non sono afflitti da questo problema, ma per le prime serie di spettrofotometri EyeOne fino alla revisione D questo è un problema presente.
Nel nostro test la revisione utilizzata dell’EyeOne e? la D permettendo quindi alle rilevazioni di avere la massima precisione.
Bisogna veramente dire che, rispetto a moltissimi monitor testati in passato, il CG245 presenta un notevole salto qualitativo in termini di omogeneità della piastra Lcd. Nella visualizzazione del bianco, del grigio e del nero c’è solo qualche piccola deviazione principalmente verso la fine dei tubi di retroilluminazione. Di sicuro la tecnologia proprietaria Due (Digital uniform equalizer), abbinata a un’ottima piastra di tipo Ips, portano a un risultato degno di nota. L’eccellenza nell’uniformità, comunque, non porta allo stesso livello la qualità colorimetrica del monitor, anche se bisogna dire che resta uno dei prodotti al top tra quelli da noi analizzati. La presenza del calibratore integrato, la possibilità di ricalibrare il monitor in modo automatico a periodi di tempo predeterminati e la qualità complessiva del prodotto aprono a questo modello anche la strada delle applicazioni elettromedicali diagnostiche. In questo settore di mercato la poca cultura sul tema del colore può essere sicuramente compensata dagli automatismi offerti da questo prodotto. Un’ultima nota: il monitor accetta in ingresso segnali digitali ed è dotato di una DisplayPort. Questo è un nuovo standard di interfaccia video promosso da Vesa, la Video Electronic Standard Association [www.vesa.org]. In questo tipo di interfaccia il segnale video in ingresso può essere anche a 16 bit per canale colore, come per la Dvi Dual Link. Quindi l’utilizzo di schede video con profondità colore di 10 o più bit (ve ne sono alcune sul mercato) permette di sfruttare pienamente la Lut (Look up table) interna del monitor a 12 bit, garantendo un’omogeneità delle sfumature sorprendente.