Fino al 31 Marzo 2012 acquista una stampante multifunzione wireless Epson e ricevi uno...
Fino al 15/01/12 Microsoft Office Mac 2011 in promozione versione Home e Student a...

Nel campo medicale vale sicuramente la pena dare uno sguardo a OsiriX, un software per la gestione di immagini radiologiche in formato DICOM. Molti apparati (MRI, CT, PET, Ultrasuoni ecc) producono le immagini in questo formato di interscambio, che OsiriX può ricevere, leggere e assemblare. OsiriX è un software open-source specificatamente progettato per la visualizzazione delle immagini multidimensionali 2D, 3D, 4D (serie 3D rispetto al tempo).
Nella visualizzazione 3D OsiriX offre diversi tipi di rendering: multiplanari, di superficie e di volume.

Nello stesso tempo il software mette a disposizione le stesse funzionalità di una stazione di elaborazione DICOM PACS, per la ricerca medica (radiologica o nucleare), microspica o molecolare.
Il software viene fornito in versione a 32-bit ed a 64-bit, per superare il limite dei 4 GB come dimensione massima di dati trattati dalle applicazioni a 32-bit. Osirix supporta una architettura a plug-in che permette di interfacciare il software ad altri formati o apparati. Uno di questi plug-in è inTag che offre l’analisi dei traccati miocardici, o della meccanica intra miocardica.
DICOM è l’acronimo di Digital Imaging and Communication in Medicine. La specificità del mondo medicale ha richiesto una nuova definizione per il formato dei dati grafici dove le immagini includono al loro interno anche informazioni legate al paziente. DICOM è uno standard (ISO 12052) per la manipolazione, l’archiviazione, la stampa e la trasmissione di immagini mediche, che si occupa di fornire sia le specifiche del formato file che i protocolli di comunicazione per il loro interscambio, (quest’ultimo comunque basato sul TCP/IP). DICOM permette l’integrazione di scanner, server, workstation, stampanti di differenti produttori in un sistema di archiviazione e comunicazione (PACS, Picture Archiving and Communication System).

Se le immagini devono essere utilizzate a fini diagnostici, di sicuro la qualità del monitor che si utilizza diventa fondamentale.
La possibilità di avere una risoluzione in termini di livelli di sfumatura superiore è discriminante, oltre alla costanza nel tempo dello strumento “monitor”.
Per questo motivo nella progettazione di una workstation diagnostica va valutato con attenzione il monitor, la sua capacità di mantenere costante il "punto di bianco" e di luminosità. Inoltre, il superamento degli 8 bit per canale (24 bit) di risoluzione del monitor e della scheda grafica, sono auspicabili per aumentare i livelli della scala dei grigi, ottenendo una maggiore precisione nella resa delle immagini.

E' fondamentale uno strumento di calibrazione per mantenere costanti nel tempo bianco e luminanza.
Una luce controllata nell’ambiente è altro aspetto da non sottovalutare. Possiamo dire, quindi, che anche in questo ambiente vanno prese in considerazione tutte le tecnologie che si utilizzano anche nel mondo delle arti grafiche. In tal senso rimandiamo alla lettura del "Dossier Monitor" ed all’articolo sul "Controllo del colore" archiviati in questo sito, per comprendere meglio questi aspetti. Oggi esistono soluzioni come quelle proposte da Eizo e da ATI (CG245W ed HD3800) che pur essendo commerciali raggiungono e superano le caratteristiche di stazioni dedicate a questo scopo, a prezzi sicuramente interessanti.
Inoltre, come nel caso del CG245W di Eizo, il processo di controllo e calibrazione del monitor è completamente automatizzato (cioè senza intervento umano).
Macnification è un interessante programma premiato lo scorso anno con l'Apple Design Award nella categoria "Best Mac OS X User Experience". L'applicazione consente a scienziati e ricercatori di archiviare immagini scientifiche da microscopi elettronici, incluse le TIFF degli apparecchi JEOL e degli apparecchi LSM di Zeiss, gestendo anche i metadati. E' possibile creare cartelle, smart-folder, tabelle, stack e visualizzare solo determinati dati (esempio: tutte le immagini riprese oltre i 500x). Le cartelle possono a loro volta essere suddivise in progetti consentendo di archiviare al meglio le librerie d'immagini.

L'applicazione consente di lavorare con la modalità a stack (le "pile" di Leopard): il sistema sfrutta magnificamente Core Animation e consente tre diverse modalità di visualizzazione. E' possibile creare filmati in time-lapse e salvare i risultati in QuickTime e dunque integrarli in presentazioni Keynote o PowerPoint. Interessante anche la possibilità di combinare immagini-stack con diversi livelli di focale grazie a un algoritmo avanzato per la messa a fuoco che sfrutta Core Image. Il software, in effetti, è in grado di avvantaggiarsi di varie tecnologie intrinseche in Mac OS X: Core Animation, ImageKit, PDFKit, Quick Look, Objective-C 2.0, QTKit, Core Date, Core Image, ecc.

Immaginate di essere nel laboratorio del vostro medico e di dover fare un check-up. Invece di darvi dei fogli dove scrivere la vostra anamnesi, la segretaria vi porge un iPad dove voi scriverete in forma elettronica il tutto che sarà inviato istantaneamente sul computer del medico. I medici stessi, invece di dover scrivere tutte le loro diagnosi e procedure sulla carta per poi trasferirle sul computer, potranno scrivere direttamente su iPad e i record del paziente saranno automaticamente aggiornati.

MaVector 10.5 è la nuova versione di un software generico per l'analisi, la gestione e la documentazione delle sequenze del DNA e delle proteine. L'applicazione è integrabile con applicativi standard del settore ed è utile per estrapolare algoritmi da sfruttare in applicazioni di data mining. Il programma sfrutta il motore Quartz PDF di Mac OS X permettendo di ottenere splendide figure di alta qualità pronte per la pubblicazione. L'interfaccia è semplice e permette di manipolare le sequenze e molecole del DNA usando un approccio simile a quello che si metterebbe in atto in un vero laboratorio.
Contributi, risorse e download