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Alwan Print Standardizer™ è una soluzione unica che permette agli stampatori di aderire agli standard internazionali eliminando tutti gli sforzi legati alla loro manutenzione.
Print Standardizer misura i fogli stampati, guida gli operatori a raggiungere i valori colorimetrici dei colori pieni, calcola ed applica le correzioni delle curve tonali, al fine di produrre lastre che permettono l’adesione alla norma ISO 12647 in modo semplice ed automatico.
Una volta installato Print Standardizer permetterà:
• di leggere le strip di misura a bordo del foglio, sia quelle fornite che quelle in uso dello stampatore.
• di raggiungere i colori dei pieni CMYK della 12647 grazie all’intellitrax di X-Rite
Il resto è fatto automaticamente, grazie alla tecnologia di “Dynamic PressCalibration™”
• importazione di tutte le misure
• la classificazione delle stesse per macchina e tipo di carta
• l’analisi ed il filtraggio dei dati al fine di avere un database corretto
• il calcolo delle medie per la correzione degli schiacciamenti
l’aggiornamento continuo per questo tipo di correzione
Qui di seguito riportiamo un estratto dell'articolo pubblicato da Italia Grafica. Potete scaricare l'articolo completo da qui.
Nei sistemi per la stampa tipografica la variabilità del processo è legata a moltissimi fattori, spesso non così semplicemente individuabili. Inoltre agire direttamente sulle differenti meccaniche delle macchine richiederebbe competenze che sono solo di proprietà dei singoli produttori e non distribuite sul mercato. L’idea, allora, potrebbe essere di considerare la macchina come un sistema chiuso su cui agire tramite la correzione dei dati che la macchina riceve in ingresso: i file digitali da stampare, cioè quelli che daranno origine alle lastre per la stampa. Il rilevamento dello "stato" della macchina viene dalla lettura diretta delle scale di controllo poste sui fogli stampati. Lo schema potrebbe essere qualcosa di simile a quanto riportato nel box a pagina 34, dove viene ricalcato esattamente il sistema automatico a retroazione. Il vantaggio è di poter seguire nel lavoro successivo le variazioni di stabilità della macchina stessa. La lettura spettrale (tramite cioè uno spettrofotometro) delle scale di controllo di un foglio macchina fornisce entrambi i dati richiesti dalla Iso 12647: il valore colorimetrico dei pieni e, tramite alcuni calcoli, la curva di stampa (andamento del dot gain) della macchina stessa. Per il calcolo del dot gain dovranno essere presi in considerazione solo i colori che rientrano nelle tolleranze dei pieni stabiliti dalla norma. Per capire meglio: è normale che nella produzione lo stampatore lavori con uno o più colori a densità non standard, magari per seguire le prove colore o per neutralizzare qualche dominante. Al variare della densità dei pieni (CMYK), varia anche la curva di stampa: lo spessore dell’inchiostro sulla carta determina il fenomeno del dot gain meccanico e ottico: maggiore è la densità, maggiore è il dot gain.
Pertanto il sistema, nelle situazioni anomale in cui i pieni, per esempio il Ciano e il Giallo, non vengono stampati a densità standard, dovrà scartare i dati ricevuti dalle letture del Ciano e del Giallo come significativi per il calcolo delle curve di stampa. La soglia di validazione per considerare più o meno buone le letture dello spettrofotometro sono proprio le tolleranze stabilite dall’Iso 12647 sul colore dei pieni o analogamente sulle densità (quindi una fascia di tolleranza in termini di ΔE o di Δd). Altro aspetto sono gli algoritmi di interpolazione usati per generare le curve di correzione: non devono avere né picchi né scalini, quindi probabilmente si dovrà utilizzare un’interpolazione polinomiale per mantenere la giusta "morbidezza" ed evitare strappi e scalini sui fogli stampati... - l'articolo completo nel file Pdf.
Print Standardizer è nato dalla collaborazione tra Alwan Color Expertise e X-Rite. |
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Una soluzione come quella ideata dall’azienda di Elie Khoury [www.alwancolor.com] si deve per forza basare su strumenti in grado di fornire il massimo della qualità e della ripetibilità. Un sistema di controllo industriale deve appoggiarsi a strumenti adeguati, sia in termini qualitativi sia meccanici. La sua scelta è diventata, quindi, argomento di analisi che vale la pena ripercorrere nelle sue linee di sviluppo principali. La qualità di una misurazione dipende, come primo aspetto, dalla risoluzione con cui uno strumento è in grado di leggere un dato. Nel caso di uno spettrofotometro, cioè di uno strumento che misura lo spettro luminoso e quindi il colore, la risoluzione è determinata dal valore del campionamento. Per esempio l’i1 di X-Rite [www.xrite.com], uno degli strumenti di misura del colore più diffusi sul mercato delle arti grafiche, è in grado di leggere i dati ogni 3,3 nm (nanometro è l’unità di misura con cui si leggono le lunghezze d’onda) rilasciando la lettura ogni 10 nm (come previsto dalla norma che regolamenta questo tipo di strumentazione la Iso 13655). L’IntelliTrax, sempre di X-Rite, campiona ogni 10 nm. Il dato ricevuto da un tipo di strumento o dall’altro sono quindi molto simili, con qualche punto di vantaggio a favore dell’i1. Va valutato però anche un altro dato che è l’accordo interstrumentale. Questo altro non è che la tolleranza con cui vengono "tarati" strumenti della stessa serie. In questo caso l’i1 prevede un ΔE 94 medio di 0,4 con un massimo di 1. Per l’IntelliTrax questa tolleranza costruttiva tra strumenti della stessa serie è di 0,15. Da qui vediamo che la "miglior risoluzione" in termini di campionamento dell’i1 viene inficiata dalle tolleranze più ampie che la costruzione dello strumento impone. Il controllo qualitativo è meno stringente quando si producono gli i1, che costano meno e sono più diffusi. La prima affermazione che ricaviamo da quanto detto è che, se devo utilizzare più strumenti per leggere i fogli stampati in un impianto di stampa, è bene che le tolleranze tra strumento e strumento non inficino le tolleranze che mi sono prefissato come standard produttivo. Se leggessi due macchine da stampa con due i1 diversi, introdurrei già un errore strumentale non accettabile (è come misurare una distanza di 5 m con uno strumento che introduce un errore di 1 m). Visto che a bordo della macchina da stampa si fanno molte letture ripetute è importante anche vedere la ripetibilità dello strumento che si usa: in questo caso l’i1 presenta una tolleranza minore di 0,1 su sequenze di 10 misure nell’arco di 3 secondi, e IntelliTrax presenta una tolleranza di 0,02 su sequenze di 10 misure nell’arco di 10 secondi. Come si vede anche nel mondo di chi produce strumenti lo standard per definire una caratteristica non è univoco. Oltre agli aspetti strumentali in senso stretto si aggiungono anche i problemi legati alla manualità della misura. La ripetibilità di uno strumento che si trascina manualmente è troppo legata alla mano che lo muove. IntelliTrax ha il vantaggio di essere azionato da un sistema automatico. Inoltre i colori da leggere devono essere perfettamente centrati dalla testa di lettura dello strumento. Piccole variazioni nella centratura della scala che devo leggere non sono segnalate nel caso dell’i1, ma viene solo fornito un dato colorimetrico che tiene conto del bianco carta che sta inquinando la mia misura. IntelliTrax dispone di un sistema di scansione che sposta la testa di lettura al fine di effettuare sempre una misura centrata.
Per finire si è considerato anche il problema del sottofondo e della lettura a contatto. L’i1, sia in lettura automatica sia manuale, può leggere su qualsiasi tavolo, o con altri fogli sotto al foglio che stiamo leggendo, rendendo poco uniforme il sottofondo. Per come sono costruttivamente realizzati, tutti gli IntelliTrax leggono su un black backing costante (nelle tabelle della norma si trovano i valori per il white backing e il black backing), elemento assolutamente indispensabile quando si elaborano misure su carte leggere. L’ultimo aspetto considerato è il fatto che spesso l’i1 legge a contatto dell’inchiostro rovinando la scala di lettura, mentre IntelliTrax è appositamente progettato per leggere e rileggere la stessa scala senza danneggiarla. Appare evidente ora il perché, per realizzare Print Standardizer, si è optato per la soluzione IntelliTrax, tralasciando soluzioni più economiche, in termini di strumento da utilizzare. Potendo scegliere la strumentazione a cui interfacciare Print Standardizer, il gruppo di Elie Khoury ha optato per la miglior qualità a discapito della economicità della soluzione. Una scelta dettata dal voler continuare a fornire lo standard qualitativo Alwan trascurando quelle regole di mercato che favoriscono la soluzione che "costa meno". |
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